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STOP BULLISMO! Cosa fare

STOP BULLISMO! Cosa fare - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano

Per bullismo si intende ogni atto violento commesso da giovani contro altri giovani. 

Gli atti di bullismo possono essere di natura fisica (come calci, pugni, spintoni, scherzi umilianti, sputi, lanci di oggetti contro la vittima, devastazione di materiale personale del bersaglio, ecc.), sia di natura psicologica (insulti, scherni, soprannomi umilianti, isolamento dal gruppo, ecc.) 

Particolare diffusione ha avuto negli ultimi anni il cd.cyberbullismo”, che si traduce nell’uso dei social media (Facebook, Twitter, Instagram, ecc) per dare ulteriore visibilità alla persecuzione della vittima da parte del bullo. 

In un primo livello di attacco, i social media vengono usati per diffondere nel web i video con gli scherzi fatti dal bullo alla vittima, filmati e messi in reta dai gregari compiacenti. 

In un secondo livello, i bulli usano i social media per proseguire on line sulla vittima le persecuzioni che già le riversano nella vita reale. In questo modo il bullo si trasforma in “hater”, “odiatore”, e adopera il mezzo digitale per investire la vittima di insulti pesantissimi, oscenità di vario genere, a volte minacce. 

L'uso dei social media giunge a creare profili falsi intestati a terzi, ma anche a nome della stessa vittima, sui quali pubblicare messaggi, foto imbarazzanti o frasi volgari per proseguire l'annientamento "sociale" del bersaglio.

La responsabilità dei genitori del bullo 

Quando si commentano fatti di bullismo, spesso ci si dimentica che se i bulli sono minori, in quanto tali sono soggetti alla responsabilità genitoriale (art. 315 bis c.c.). 

Molto spesso, al tentativo da parte dei genitori del bambino bullizzato di trovare un civile confronto con i genitori del bullo, questi ultimi minimizzano, parlano di “cose da bambini”, a volte addirittura mal celando l’orgoglio di avere un figlio “vincente”. 

Meglio bullo che perdente”, “Non farti mai mettere sotto, mena sempre per primo, “Sappi che se torni a casa pestato, io ti do il resto sono  alcune delle frasi che circolano nella psicologia di alcune famiglie. 

I genitori del minore (o il suo tutore), hanno infatti il dovere giuridico di educarlo e di vigilarlo. 

Qualora un bullo ed i suoi gregari causino dei danni ingiusti ad un altro minore, i suoi genitori ne saranno ritenuti responsabili e dovranno risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale alla vittima. 

Si tratta della cd.culpa in educando”, dalla quale il genitore potrà liberarsi soltanto dando la prova (peraltro alquanto difficile) di aver fornito al proprio figlio tutti i principi educativi necessari ed idonei a fornigli il bagaglio morale per vivere serenamente nel contesto sociale (cosa che il fatto compiuto dal minore contraddice in modo piuttosto palese). 

La responsabilità penale del bullo 

Se il bullo ha compiuto gli anni 14, e le sue condotte rivestono rilevanza penale, anche il minore potrà essere perseguito personalmente per la sua responsabilità penale. 

In tal caso, previa valutazione con il legale di fiducia, si depositerà denuncia-querela presso la competente Autorità Giudiziaria. In caso di cyberbullismo , sarà utile riferirne alla Polizia Postale affinché scopra gli autori dei post anonimi, dei profili falsi ed ottenga la rimozione degli stessi. 

La responsabilità della scuola 

Infine, se i fatti di bullismo si sono verificati a scuola, anche l’Istituto scolastico sarà responsabile nei confronti della vittima per “culpa in vigilando”, cioè per omissione di vigilanza. 

Durante l'orario scolastiche, infatti, pur non venendo meno il dovere educativo del genitore, quest’ultimo affida il dovere di vigilanza all’Istituto scolastico, che sostituisce il genitore nel prendersi cura dei minori che accoglie. 

IN CONCLUSIONE: 

 Osservate vostro figlio o vostra figlia, parlate con lui/lei. Se non vuole andare a scuola, se ha iniziato ad  prendere brutti voti che prima non aveva… Parlate con lui o con lei, fatevi raccontare. 

Innanzitutto cercate un sostegno psicologico per affrontare il trauma. 

Se poi vorrete richiedere ai soggetti responsabili il risarcimento economico per il dolore, le terapie, l’eventuale cambiamento di istituto scolastico e tutte le conseguenze che i bulli hanno causato alla vita del vostro ragazzo, sappiate che ciò è possibile. 


 

Avv. Piera Giordano
Patrocinante in Cassazione

Corso Luigi Einaudi 18
10129 Torino (TO)
tel. 011 5695030
avv.pieragiordano@gmail.com
 pieragiordano@pec.ordineavvocatitorino.it 

  

  

  

 

13/02/2017 commenti (0)

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI EQUITALIA

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI EQUITALIA - Avvocato Piera Giordano

Con il D.L. 193/16, convertito nella Legge 225/16 è stata varata la cd. "ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE Equitalia".

Si tratta della definizione agevolata delle somme riferite ai carichi affidati per la riscossione a Equitalia tra il 2000 e il 31/12/ 2016.

Chi aderisce deve pagare avrà il beneficio di vedere l’importo residuo del debito decurtato delle sanzioni ed interessi di mora.

Per le multe stradali, invece, non si devono pagare gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Termine: entro e non oltre il 31 marzo 2017

Per aderire alla definizione agevolata bisogna fare una richiesta utilizzando il modulo “DA1 - Dichiarazione di adesione alla Definizione agevolata” disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it. e presso tutti gli sportelli di Equitalia. 

Ho un piano di rateizzazione in corso, posso comunque aderire alla Rottamazione dei ruoli?

Sì, dovrai pagare, relativamente ai piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016, le rate con scadenza fino al 31 dicembre 2016.

Ho un contenzioso in corso con Equitalia, posso comunque richiedere la definizione agevolata?

Sì, la legge stabilisce che per aderire si debba espressamente dichiarare di rinunciare a eventuali contenziosi relativi a cartelle e avvisi interessati dalla definizione agevolata.

Come si paga?

Si può pagare con i bollettini RAV precompilati inviati da Equitalia, nel numero di rate richieste con il modello di dichiarazione (da 1 rata fino a un massimo di 5), rispettando le date di scadenza riportate sulla comunicazione. In caso di pagamento in un’unica rata, la scadenza è fissata nel mese di luglio 2017.

Cosa succede se non si paga o si paga in ritardo una rata del piano di definizione agevolata?

Chi non paga anche solo una rata, oppure lo fa in misura ridotta o in ritardo, perde i benefici della definizione agevolata previsti dalla legge e riprenderanno le attività di riscossione. Gli eventuali versamenti effettuati saranno comunque acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.

13/02/2017 commenti (0)

RIAMMISSIONE ALLA RATEAZIONE EQUITALIA

RIAMMISSIONE ALLA RATEAZIONE EQUITALIA - Avvocato Piera Giordano

La legge di conversione del decreto enti territoriali (il Dl 113/2016) ha concesso la riammissione a coloro che sono decaduti dal beneficio della rateazione dei debiti entro il 30 giugno 2016.

Istanza entro il 20 Ottobre 2016

Presentando domanda di riammissione alla rateazione dalla quale si era decaduti non dovranno essere immediatamente pagate le rate scadute.

Potrà essere concesso un piano di rientro di massimo 72 rate.

In caso di mancato pagamento di 2 rate, anche non consencutive, si perderà nuovamente il beneficio.

Istanza presentata dopo il 20 ottobre 2016

Anche presentando l'istanza di rateazione dopo la scadenza del 20 ottobre ci sarà comunque la possibilità di rientrare nel piano di dilazione.

Tuttavia, il tal caso, per accedere alla nuova rateazione sarà prima necessario saldare in un'unica soluzione le rate del precedente piano scadute alla data della nuova istanza presentata.

Inoltre, trattandosi a tutti gli effetti di una nuova rateizzazione, occorrerà presentare nuovamente tutta la documentazione a dimostrazione lo stato di temporanea difficoltà economica.

Inoltre, il nuovo piano potrà essere concesso solo per il numero massimo corrispondente al debito residuo del piano per cui si chiede la riammissione.

E la decadenza scatterà se non si pagano 5 rate, anche non consecutive.

 

13/02/2017 commenti (0)

7 Ottobre - Serata sulla ludopatia

L'Associazione ADUSBEF Piemonte organizza a Moncalieri una serie di eventi di informazione in relazione a diverse tematiche particolarmente attuali.

Io prenderò parte alla serata di informazione e confronto sul tema della LUDOPATIA, in collaborazione con la dott.ssa Claudia CAVALERO e con il Dott. Davide ORLANDI, Comandante del Corpo di Polizia Locale di Moncalieri.

L'appuntamento è per venerdì 7 ottobre, dalle 17,30 alle 19,30 in Via Gramsci 31, presso il Centro OIKIA.

 

 

21/09/2016 commenti (0)

Piera Giordano è legale convezionato ADUSBEF

L'ADUSBEF è una delle più importanti Associazioni dei Consumatori riconosciute a livello nazionale.

L'avv. Piera Giordano collabora con ADUSBEF Piemonte presso la sede di Moncalieri, VIA S. Vincenzo, 3-5 (da LUN. a VEN. ore 17-20)

Per informazioni e appuntamenti, chiamare la segreteria dell'associazione al numero  011/6279720.

22/06/2016 commenti (0)

IUC - International University College of Turin

IUC - International University College of Turin - Avvocato Piera Giordano

 Corso di perfezionamento in Tutela del consumatore, Codice del consumo e Mercato europeo

 

Gennaio - Maggio 2016 per 116 ore d'aula

con discussione di tesina finale con votazione di 60/60

 

Nuovo studio, nuova avventura

Nuovo studio, nuova avventura - Avvocato Piera Giordano

Cari amici,

dal prossimo mese di aprile mi trasferirò in un nuovo studio, con dei nuovi colleghi.

Vi lascio di seguito i miei nuovi recapiti:

 

Avv. Piera Giordano

Comba&Rosano - Studio Legale & Partners

Corso Luigi Einaudi, 18

10129 - Torino

Tel. 011/5695030

mail: info@studioavvocatogiordano.it

 

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22/06/2016 commenti (0)

ATTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE NULLI PER MANCANZA DI DELEGA

ATTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE NULLI PER MANCANZA DI DELEGA - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano

Molti contribuenti stanno andando a leggere, per la prima volta, chi ha firmato gli atti di accertamento che hanno ricevuto negli ultimi anni. Forse si può ancora fare quanlcosa...

La recente sentenza della Corte Costituzionale n. 37/15 del 17.03.2015 ha annullato la sanatoria del 2012 con cui il Governo aveva sanato gli incarichi dirigenziali di ben 767 funzionari dell'Agenzia delle Entrate affidati senza delega e senza concorso pubblico - come previsto per legge e dalla Costituzione.

Il fatto è che tali funzionari avevano per anni firmato gli atti di accertamento che erano poi stati notificati a casa dei contribuenti e che, ove no pagati, erano andati in riscossione.

L'orientamento consolidato della Giurisprudenza è che un atto amministrativo emesso da un Organo non dotato di competenza, quindi non legittimato, è annullabile, se non addirittura inesistente.

Annullato l'atto impositivo, dovrà decadere anche l'azione esecutiva dell'ente di riscossione (Equitalia), che su quello fonda la priopria azione.

Nonostante l'esternazione del Ministro Padoan del 25/03/2105, già la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli e quella di Bari hanno ribadito la nullità degli atti firmati da personale del Fisco non munito dei poteri o di apposita delega.

La CTP di Bari ha rilevato l’assenza di specifica delega alla sottoscrizione, riservata al Direttore Provinciale, nei confronti del funzionario che aveva sottoscritto l’atto accertativo impugnato.

La mancanza di delega priva il funzionario di legittimazione all'emissione dell'atto e ne inficia la validità.

Si legge in sentenza che, “secondo costante giurisprudenza alla quale non può che aderirsi, qualora la sottoscrizione dell’atto sia di un funzionario, e non quella del Direttore Tributario, in caso di contestazione afferente la legittimità della delega, incombe all’amministrazione dimostrare documentalmente l’esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore, al di là del mero ordine di servizio che rappresenta, in effetti, nulla più dell’attribuzione complessiva delle funzioni da parte del Direttore ai capi dei vari team, e non vera e propria delega, che trasferisca all’esterno l’assegnazione dello specifico incarico da parte del delegante al delegato, attuando così in concreto il passaggio, per modo di dire, delle specifiche funzioni conferite con l’ordine di servizio”.

Spetterà quindi all’Agenzia delle Entrate dimostrare che il funzionario fosse effettivamente munito di delega. E l'Agenzia non potrà esibire un semplice ordine di servizio, ma dovrà allegare una vera e propria delega, che dia il potere al delegato di impegnare, verso l’esterno, e in particolare nei confronti dei contribuenti, il Fisco italiano.

Ma attenzione! L'annullamento non è automatico, deve essere dichiarato da una Commissione Tributaria.

Per ulteriori informazioni: info@studioavvocatogiordano.it - www.studioavvocatogiordano.it

27/03/2015 commenti (0)

No fermo o ipoteca senza aver sentito il contribuente!

No fermo o ipoteca senza aver sentito il contribuente! - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano 

Lo scorso 18 settembre le Sezioni Unite della Cassazione hanno emanato una sentenza rivoluzionaria in materia di riscossione dei crediti erariali.

Con la sentenza n° 19667/2014 la Suprema Corte ha stabilito che Equitalia, prima di iscrivere un’ipoteca o un fermo per mancati pagamenti di cartelle, dovrà sempre attivare preventivamente il contraddittorio con il debitore, in quanto si tratta di misure lesive dei suoi diritti.  

Ciò significa che in caso di ipoteche, di fermi o di pignoramenti mobiliari, tali misure dovranno essere sempre precedute da un formale invito al contribuente a fornire chiarimenti entro trenta giorni.

Il mancato rispetto di tale procedura consentirà al contribuente di adire l'Autorità Giudiziaria per chiedere la cancellazione della misura per illegittimità della stessa.

Fino a ieri, l’obbligo del preventivo contraddittorio e confronto con il contribuente era riconosciuto solo nei confronti dell’Agenzia delle entrate, ossia per tutte quelle procedure che confluivano poi in un avviso di accertamento (per esempio gli accertamenti realizzati con gli studi di settore).

Con la sentenza citata, la Cassazione riconosce al contribuente il diritto al contraddittorio anche nei confronti del concessionario alla riscossione. 

La sentenza fa riferimento solo a fermi e ipoteche. Ma il principio sembra doversi estendere anche al caso di pignoramenti. Le considerazioni della Cassazione, infatti, sembrano doversi applicare ad ogni atto che possa essere pregiudizievole per il contribuente. Infatti, se la parte ha diritto a essere sentita prima dell’adozione delle misure cautelari,tale principio va a maggior ragione nei procedimenti espropriativi.

 

 

06/11/2014 commenti (0)

DIRITTO DI RECESSO: DAL 13 GIUGNO 2014 IMPORTANTI NOVITA’

DIRITTO DI RECESSO: DAL 13 GIUGNO 2014 IMPORTANTI NOVITA’ - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano

Come consumatori ci troviamo di fronte a continue promozioni, offerte, sconti.

La vastità delle offerte ci impone grande attenzione nel momento in cui procediamo ad un acquisto.

Ma esistono delle tutele.

CONSULENZA LEGALE IN BIBLIOTECA

GIOVEDI' 15 MAGGIO 2014

BIBLIOTECA CIVICA "BONHOEFFER" CORSO CORSICA - TORINO

ORE 16,45- 19,45

RISPONDERO' A TUTTE LE VOSTRE DOMANDE!

OGNI CONSULENZA INDIVIDUALE DURERÀ CIRCA VENTI MINUTI

PRENOTAZIONI - per le consulenze in biblioteca rivolgersi alle singole
sedi oppure prenotare direttamente sul web all’indirizzo
http://www.torinofacile.it/servizi/.


ISCRIZIONI FINO A ESAURIMENTO POSTI

09/04/2014 commenti (0)

BASTA!! Me ne vado!!

BASTA!! Me ne vado!! - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano

Una situazione divenuta intollerabile. Una parola di troppo. Una provocazione.

La porta che sbatte e un matrimonio che finisce.

Ma che effetti può avere l'abbandono del tetto coniugale?

Ecco il mio contributo sul blog

http://divorziotorino.blogspot.it/2014/03/basta-me-ne-vado.html

Ciao!

25/03/2014 commenti (0)

Non vuoi perdere una causa? Ecco le 5 cose che NON devi assolutamente fare!

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Ci sono comportamenti del cliente che possono compromettere anche la migliore strategia difensiva, e portare dritti dritti verso una dolente sconfitta. Si tratta di scelte consapevoli e, come tali, assolutamente da evitare. Quali sono?

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Cosa accade all'immobile dato in prestito dai suoceri ai coniugi, qualora questi decidano di separarsi?
 

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