Home » Blog Stile Legale » Condominio: niente privacy ai morosi

Condominio: niente privacy ai morosi

Condominio: niente privacy ai morosi - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano

Fino al 2008 i creditori di beni e servizi condominiali potevano esigere l'intero importo del proprio credito da qualunque condòmino, in virtù del principio di solidarietà dei debiti di cui all'art. 1292 c.c.

Tale principio è stato reinterpretato in senso restrittivo dalla Cassazione, con la famosa sentenza 9148/2008, la quale ha stabilito la responsabilità dei singoli condòmini limitatamente alle quote millesimali di comproprietà. 

Già nel 2001, il Tribunale di Torino, (sentenza 28/09/2001 n. 7938) aveva stabilito che l'amministratore cessato dalla propria carica - per le anticipazioni effettuate durante il mandato - non potesse rivolgersi a qualunque condòmino per il pagamento dell'intera somma, bensì dovesse rivolgersi ad ogni singolo condòmino inadempiente, facendo valere la responsabilità di ciascuno pro quota.

 Dopo la recente riforma del Condominio (L. 220/2012), tale principio si accentua, stabilendo che l'amministratore non dovrà più attendere l'autorizzazione dell'assemblea per procedere giudizialmente contro i condòmini morosi, ed anzi, sarà tenuto a promuovere il ricorso per decreto ingiuntivo entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio.

A seguito della riforna si è fatta più ardua la posizione dei creditori di beni e servizi, i quali non solo continueranno a dover pretendere i propri crediti pro quota da ciscun condòmino, ma avranno anche l'onere di escutere preventivamente coloro che non hanno provveduto al regolare pagamento.

Se ciò appare corretto dal punto di vista dei proprietari, non si può nascondere che tale onere appesantirà il già difficile recupero del credito dal parte delle imprese fornitrici (che non sempre sono le grandi distributrici di energia e gas, ma che spesso sono medie e piccole società o artigiani).

Per consentire tale adempimento, l'amministratore del Condominio sarà tenuto a fornire ai creditori l'elenco dei condòmini che non hanno provveduto regolarmente ai pagamenti, completo di quota millesimale relativa alla proprietà.

Non potrà pertanto essere opposto ad alcun creditore il diritto alla cd. "privacy" dei pagamenti, in quanto - stante le modifiche introdotte dalla recente riforma - essa configurerebbe abuso del diritto a danno dei creditori e degli  altri comproprietari adempienti.

13/08/2013 commenti (0)
Segui Piera Giordano su Google+