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Non vuoi perdere una causa? Ecco le 5 cose che NON devi assolutamente fare!

Non vuoi perdere una causa? Ecco le 5 cose che NON devi assolutamente fare! - Avvocato Piera Giordano

Ci sono comportamenti del cliente che possono compromettere anche la migliore strategia difensiva, e portare dritti dritti verso una dolente sconfitta. Si tratta di scelte consapevoli e, come tali, assolutamente da evitare. Quali sono?

Ovviamente nessun avvocato onesto può garantire la vittoria, dal momento che la vittoria viene assegnata dal Giudice.

 

Un buon avvocato può garantire al proprio cliente impegno, serietà e preparazione…questo sì.

Di cosa tratta, quindi?

 

Ecco i passi falsi che possono compromettere qualunque difesa:

 

1- Mentire al proprio avvocato: l’avvocato è l’unico soggetto legittimato alla difesa dei diritti, ma deve essere messo nella condizione di agire con piena consapevolezza della situazione reale. Il legale può adottare la migliore strategia difensiva solo se in possesso di tutte le informazioni, anche quelle contrarie al suo cliente. La falsità di prove o documenti falsi viene quasi sempre a galla, e se il cliente ha mentito al proprio legale questo è motivo di rinuncia al mandato professionale.

 

2- Nascondere documentazione utile / Non collaborare nella ricerca di prove a proprio favore: la costruzione di una difesa non è un’opera di fantasia, ma richiede lavoro e metodo. Essa affonda le proprie radici nella vita del cliente, che deve collaborare attivamente con il proprio legale alla ricerca di documenti, materiali, testimoni, ecc.

 

3- Smentire la linea difensiva concordata con il legale / Imbastire trattative private con la controparte: cliente e legale devono improntare il proprio rapporto a reciproca fiducia. Il legale deve adottare la strategia difensiva che ritiene più utile e spiegare al cliente i motivi per i quali opera determinate scelte, piuttosto che altre. Il cliente, da parte sua, deve collaborare all’attuazione di tale strategia, in quanto egli è il primo protagonista delle proprie decisioni e ogni suo atto contrario priva di valore e credibilità l’opera del legale. Se il cliente non ritiene che il proprio legale stia compiendo bene la propria opera, è preferibile che gli revochi il mandato, piuttosto che adottare scelte non concordate o, peggio, concordate con il legale di controparte!

 

4- Minacciare la controparte: a volte le persone si lasciano andare a sfoghi di ira, pensando che la vita reale e le controversie giudiziarie si trovino su piani diversi. In realtà, l’atto di minacciare o percuotere la controparte integra diversi reati (minacce, lesioni, aggressione, stalking) che possono condurre chi lo ha commesso a subire una condanna penale, oltre che a fornire alla controparte un’arma a proprio vantaggio (la rimessione della querela penale) da sfruttare come elemento a proprio vantaggio. Tali comportamenti, infine, verranno valutati dal Giudice della causa civile come elementi di valutazione ex art. 116 c.p.c. a discapito di chi li ha commessi, ove addirittura non assurgano al rango di prova contraria, in caso di dichiarazioni rese a proprio sfavore.

 

5- Assumere atteggiamenti maleducati, arroganti e/o minacciosi di fronte al Giudice: occorre ricordare che la giustizia è pur sempre amministrata da esseri umani, donne e uomini, con il loro inevitabili bagagli psicologici. Inutile quindi pretendere di essere compresi per le ingiustizie subite, piuttosto ricordare le proprie buone ragioni si trasmettono più efficacemente con educazione e compostezza piuttosto che con agitazione e rabbia.

 

01/10/2013 commenti (0)
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