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Redditometro: primo stop dal Tribunale di Napoli

Il Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Pozzuoli, ha accolto il ricorso di un pensionato che era stato sottoposto ad indagine patrimoniale per mezzo del citato strumento di analisi delle spese.

Il Giudice, all'esito del ricorso, ha ordinato la cancellazione dei dati raccolti dal Fisco.

La motivazione della sentenza si è focalizzata - tra l'altro - sul rispetto della vita privata e familiare, entro cui rientrano la tutela costituzionale del domicilio e delle comunicazioni private.

Tali diritti, che il Giudice ha ritenuto rientrare nel più ampio diritto di autodeterminazione del cittadino, sono riconosciuti sia dalla nostra Carta Costituzionale, sia dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea.

Da tali principi il Giudice estensore ha dedotto il principio di eccezionalità da parte del cittadino del dovere di giustificare le proprie scelte e, per altro verso, il dovere da parte della Pubblica Amminstrazione di agire utilizzando strumenti proporzionati ai fini dell'interesse pubblico che essa persegue.

In punto di diritto, il Giudice ha disapplicato il DM sul redditometro al caso di specie non soli in quanto illegittimo, ma altresì ritenendolo nullo ai sensi della legge sul procedimento amministrativo per carenza di potere e difetto assoluto di attribuzione rispetto alla normativa primaria che istituisce tale strumento di verifica.

L'Agenzia delle Entrate ha già annunciato ricorso rispetto alla decisione in oggetto: «Faremo appello - spiegano fonti dell'Agenzia delle Entrate - anche perché molte delle spese che lederebbero la riservatezza sono quelle che lo stesso contribuente mette in dichiarazione per ottenere detrazioni».

18/06/2013 commenti (0)
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