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Redditometro: solo il contraddittorio può evitare storture e iniquità

Redditometro: solo il contraddittorio può evitare storture e iniquità - Avvocato Piera Giordano

di Piera Giordano

La vicenda: un contribuente di Torino si è visto notificare un avviso di accertamento per il maggior reddito imponibile relativo agli anni 2006 e 2007, con conseguente maggior calcolo di Irpef e addizionali.

Il maggior reddito, desunto mediante l'applicazione dei coefficienti redditometrici, ammontava ad Euro 28.000 per il mantenimento di un'auto d'epoca (anno di immatricolazione 1968) e ad Euro 7.000 per il possesso di un'abitazione di proprietà.

L'impugnazione: il contribuente decideva di impugnare l'atto di accertamento, dimostrando che il mantenimento dell'auto del 1968 non aveva superato nel 2006 la spesa di Euro 400 (essendo l'auto esente da imposta di bollo in quanto auto d'epoca) e che per la proprietà dell'abitazione aveva pagato spese per Euro 3.500, contro la somma di Euro 6.800 calcolata dal redditometro.

La sentenza: la Commissione Tributaria competente, con sentenza n° 39/04/2013, disapplicava l'atto impositivo, dando ragione al cittadino.

In particolare, la CTP di Torino precisava che l'accertamento mediante redditometro è uno strumento di indagine statistica induttiva, con ciò aderendo alla tesi della Corte di Cassazione che aveva equiparato questo strumento di accertamento standardizzato agli studi di settore (Cassazione, sentenza n° 23554/2012).

Prendendo le mosse da queste premesse, la Commissione Tributaria torinese stabiliva che il Fisco, nella sua azione, non può fare uso esclusivo dei coefficenti e moltipolicatori ministeriali.

Tali calcoli - proseguiva la CTP - acquisiscono rango di prova soltanto all'esito del contraddittorio obbligatorio, nel corso del quale l'Amministrazione finanziaria deve necessariamente confrontarsi con il contribuente, per valutare le giustificazioni addotte da quest'ultimo a rettificazione o esclusione di tali indici presuntivi.

Solo in tal modo il Fisco potrà pervenire a risultati convincenti e sostenibili.

D'altronde, da tale sentenza, emerge ancora più chiaramente come sia indispensabile per il contribuente che abbia ricevuto un avviso di accertamento che ritiene ingiusto, attivarsi immediatamente per dimostrare all'Amministrazione finanziaria le proprie buone ragioni, magari con l'assistenza di un buon consulente che lo assista nella fase del contraddittorio e dell'eventuale impugnazione dell'atto.

 

13/08/2013 commenti (0)
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